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N°8146 DEL 03/08/1994

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IL MATRIMONIO CHE VORREI di Fabrizia Ferro

E’ un film piacevolissimo con una deliziosa Meryl Streep. Parla di una coppia sposata da più di trent’anni. Lui si è lasciato prendere dagli impegni quotidiani, lei invece vorrebbe ancora attenzioni ed affettuosità, per cui decide che è venuto il momento di fare qualcosa. Lo costringe a partecipare con lei in un’altra città (tutto pagato da lei) agli incontri con un esperto di coppie in crisi. Anche se all’inizio lui fa molta resistenza, a poco a poco si lascia coinvolgere dalle iniziative che lei, dietro suggerimento dell’esperto, continua a prendere. Ben presto si ritrovano entrambi desiderosi e contenti della ritrovata sintonia sentimentale. Sono situazioni che possono rispecchiare la quotidianità di molte coppie.


 

LA SOLITUDINE DEI NUMERI PRIMI

Avevo visto il film, ho voluto leggere il libro. Io per abitudine i libri li divoro, voglio arrivare presto alla fine; con questo non è stato così. Non so dire se mi è piaciuto, di certo è scritto molto bene. Parla di un ragazzo e di una ragazza che hanno avuto un’infanzia diversa ma ugualmente difficile; lui autolesionista lei quasi anoressica. Descrive emozioni e sentimenti tenuti dentro, rapporti con gli altri che non riescono a manifestare, un senso di accettazione, quasi apatia, solitudini cercate, occasioni che potevano diventare importanti lasciate andare fin da subito, silenzi volutamente lunghi. Perché “loro erano uniti da un filo elastico invisibile ... che poteva esistere solo tra loro due … che avevano riconosciuto la propria solitudine l’uno nell’altra”. E da soli continueranno. Troppo triste.

 

IL REDENTORE

E’ un film del 2003. Uno scrittore sente il bisogno di cambiare qualcosa nella sua vita. Decide di andare ad insegnare in un carcere “letteratura realistica e creativa”, cioè spingere i carcerati a parlare di cosa sentono e di cosa li ha portati ad essere lì dentro. All’inizio, si capisce, le cose non ingranano troppo; nessuno vuole parlare di sé, di quello che ha o non ha fatto, poi però tutti si scoprono “scrittori”. Alcuni stupiscono l’insegnante con la loro abilità, ma ce n’è uno di colore che gli lascia un segno profondo. Capisce che è in carcere innocente, anche se con un passato violento e incomincia ad indagare. Con qualche difficoltà dovuta più che altro a pregiudizi e desideri di vendetta (anche se sono passati vent’anni), scopre che per una legge vecchia e iniqua è accusato di omicidio, anche se era solo uno del gruppo. Con l’aiuto di un avvocato , che al tempo dell’accaduto aveva capito il dramma di un uomo giudicato colpevole solo per un’interpretazione sbagliata della legge, riesce infine a riabilitarlo facendolo tornare dalla sua famiglia. Più che un film sembra vita di tutti i giorni, sono tutti molto “reali” e spontanei, le situazioni sono veritiere, potrebbero succedere anche a te, questo dovrebbe far riflettere.

 

 

 

 

 

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