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N°8146 DEL 03/08/1994

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Riflessione sulla croce di Maria Rosaria Ricci

Stiamo vivendo un periodo storico, etico e politico dei più epocali. Uno di quei periodi di cui inevitabilmente nel corso degli anni entrerà a far parte della storia dell’umanità.

In cui l’uomo si lascia facilmente trasportare in maniere condizionata o in condizionata. Riflettendo in esso, ciò che nell’ era del centralismo, del protagonismo e dell'esteriorità condizionata da modelli emergenti dalla nostra attuale società, rischiano di far smarrire le tante diritte vie incise nell’uomo in maniera del tutto semplice.

Viviamo immersi in una società, in cui gli efficientissimi mezzi di comunicazione ci danno la possibilità di dialogare, di confrontarci, di stabilire con il mondo esterno un rapporto smisurato con gli altri; donandoci sempre più l’ebbrezza di non appartenere mai all’enorme peso di essere, e di sentirci soli.

Nascondendo nei rapporti personali e interpersonali il nostro grido impellente di vivere in completa solitudine. Solitudine che spesso cede il passo allo sconforto.

Si è sempre più sconfortati da cose ed eventi tesi a determinare e sottolineare la mancanza di strumenti giusti che contribuiscono a dare alla nostra vita una nuova dimensione.

Ci sentiamo sempre più spesso frustati e impalliditi, dai nuovi stili nascenti di ribellione e di menefreghismo;da identificarli in grandi o piccoli mali del mondo, ma anche in tante piccole o grandi croci.

Per noi la croce è una delle tante domande ai nostri tanti perché umanamente inspiegabili. I tanti misteri legati alla sofferenza nell’uomo.

Eppure per noi cristiani c’è un momento particolarissimo in cui ci poniamo e cospetto di essa. La quaresima uno dei periodi più forti solido di tutto l’anno liturgico. Di volta in volta le tappe quaresimali, ci a portano a contemplare il viaggio del Cristo Signore, medianti i quali ci lascia dei messaggi forti. Messaggi che contemplati e meditati ci rivelano la grandezza nel mistero pasquale. Quel mistero pasquale che ci rendere umili e fragili umanamente parlando della crocifissione di Cristo.

Osservando quel Cristo nel momento in cui va verso la croce, vediamo dei momenti di una ingiustizia assoluta. Ed è attraverso il mistero della croce, alla sua luce e alla fede salda in ogni un di noi che riusciamo a condurre lontano le tante domande che spesso ci poniamo. Poiché nella croce c’è la misura suprema delle questioni umane, una misura così grande che supera la misura dell’uomo.

Guidaci O Maria a comprendere il vero significato della croce e donaci il coraggio, la forza, la sapienza, di superare le difficoltà di ogni uno di noi. Le difficoltà e le paure di tante famiglie, di tanti diversamente abili, che con maggior leggerezza si sentono spesso reclusi e sbattiti agli angoli di una società regressa e mercenaria.

Donaci la Grandezza del tuo Santo Spirito.

 

 

 

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