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Comunicare oltre la comunicazione comune.

di Maria Rosaria Ricci


Analizzando in maniera più approfondita la nostra vita. La vita di ogni uno di noi ci sentiamo chiamati in piena libertà, da un senso di dovere innato e sopraggiunto da una libera scelta che ci spinge a voler mettere il nostro spazio - tempo aservizio degli altri

La società civile ed il nostro stesso territorio italiano è ricco di associazionismo prof e onuls in diversi settori con scopi e finalità diverse.

Avente un po’ tutte come fattore denominate l'altro e il servizio verso l'altro.

Non è sempre semplice far conciliare in modo corretto entrambi termini; in quanto sostanzialmente siamo noi in primis a scindere i due termini, dandogli significati apparentemente distanti e separati.

Nell'era dell'esteriorità, del protagonismo vero e puro, del centralismo condizionato da modelli emergenti dalla nostra attuale società; rischiamo di catapultarci in maniera astratta in punti saldi come l'origine del servizio, ed il servizio svolto per l'altro.

Da cui scindere l’origine stesso del termine volontariato o essere volontari. Difatti il volontariato è un'attività libera e gratuita svolta per ragioni di solidarietà e di giustizia sociale.

Siamo portati spesso ad accomunare questo ultimo ruolo alla disabilità. Credendo chebastino poco ore trascorse in compagnia di un diversamente abile, in modo ludico e non ludico; per poter indossare la facile tunica di identificatori e fa trasparireproblematiche serie e profonde legate alla stessa.

No, non è così che possiamo avere un giusto apporto con lampia tematica della disabilità.

Questa è un ideologia che mostra che l’associazionismo abbia un unica faccia della medaglia, ma con due rovesci  a cui dobbiamo prestare molta attenzione.

Ossia, che ilprogredire di associazionismo rischia anche un regredimento erroneo della stessa disabilita.

Le diversità, in termini di disabilità, non possono mai assomigliarsi tra loro, mapossono essere spesso accomunate da terminologia di patologie di cui la sintomatologia il più delle volte è diversa.

Mediante un corso di sensibilizzazione a cui ho avuto modo di partecipare mi sono avvicinata al linguaggio dei sordo muti o meglio alla LIS.

E in un quadro del tuttopersonale, ho avuto modo approfondire e comprendere che fin quando non assimiliamo realmente in maniera corretta e privi di stupidi superficialissimi i veri problemi legati a disagi pratici di determinate patologie, non saremmo e nonpotremmo mai mai essere per l’altro uno ponte - strumento su cui edificare un solido aiuto per l’altro.

La lis è un linguaggio italiano dei segni. Un linguaggio a noi pressoché noto, poichéchissà quante volte mediante la tv ci sarà capitato di seguire un telegiornale in list o meglio un telegiornale seguito della traduzione dei segni per la comprensione di una comunicazione facilitata per chi ha problemi di sordità.

Nel vedere ciò, attraverso uno mezzo di comunicazione più diffuso tutt'oggi come la  tv corriamo col pensiero, nel credere che la sordità e avere problemi di linguaggioabbiamo chissà quanto spazio nell'odierna società. Ma, in realtà non possiamo afferma che è il contrario. In quanto in un modo e una società fatta di suoni, di rumori e  frastuoni i sordi più di tutti hanno un posto del tutto sfavorevole, nel quale più ditutti risultano esser fuori dal mondo.

Probabilmente, c’è una di mancanza di giusto approccio di rispetto verso comunicazioni e linguaggi diversi dal comune e dai luoghi comuni.

Eppure la lingua dei segni la lingua ufficiale dei sordomuti fu istituita dal Parlamento Europeo del 1988. Anche se già all'inizio degli anni '60, grazie agli studiosi che si sono occupati della Lingua dei Segni, dall'America con W. Stokoe sino all'Italia con V. Volterra, si era giunti alla conclusione che la Lingua dei Segni è una lingua vera e propria sotto tutti i punti di vista grammaticali, sintattici, morfologici.

Esso è linguaggio strutturato e organizzato nei movimenti delle mani che sono principalmente di due tipi: gesti naturali o mimici per rappresentare oggetti, idee, emozioni, sensazioni; segni metodici o sistematici per esprimere principalmente la lingua scrittura.

Principalmente il disagio dei sordo muti, è che una disabilità quasi invisibile a cui basterebbero poche e piccole forme di attenzioni di inclusioni comunicativa per una pari e integrata vita sociale. Le stesse che in concretezze richiamano nella materialitàe nella concretezza di un maggiore attenzione negli uffici pubblici, nelle scuole, nelle stazioni o in quant’altri posti che rientrano nella sfera oggettiva  umana posta tra l’uomo e il globo.

A tal proposito per dare maggiore importanza a tale integrazione c’è il WorldFederation of the Deaf in italiano Federazione Mondiale dei Sordi che èun'organizzazione internazionale non governativa centrale di associazioni nazionali di persone Sorde, con una adesione correnti delle associazioni in 130 paesi in tutto il mondo. Si occupa attraverso  membri associati, internazionali e singoli di recuperare base associativa della direttiva quadro sulle Comunità Sorde in ordine di diritti, della salvaguardia all' Identità Sorda e della Cultura Sorda,..

Di cui egli stessa  istituì  nel 1658 la giornata nazionale dei sordi che ricade esattamente il 28 settembre.

In occasione della Settimana Mondiale del Sordo 2012, in Italia celebrata a Roma dal 22 al 30 settembre, ha dato un ampio uno sguardo alle persone sorde vincitrici di un prestigioso premio internazionale. C'è anche l'italiano Roberto Wirth del Centro Assistenza per Bambini Sordi e Sordociechi.

Da ogni parte del mondo le otto persone sorde che hanno vinto il DeafNationInspiration Award, a Las Vegas (USA), nell'ambito del DeafNation World Expo, chedal 2003 la più importante fiera itinerante degli Stati Uniti che offre mostre e intrattenimenti gratuiti sulla sordità. Dotati di una forte personalità, i vincitori si sono imposti nelle diverse categorie del Premio grazie ai risultati raggiunti nelle loro professioni e, soprattutto, grazie all'attivismo e all'impegno profuso nella promozione e nella difesa dei diritti delle persone sorde.

Nella serata della premiazione, avvenuta il 30 luglio ha visto salire sul podio RobertoWirth, Presidente del Centro Assistenza per Bambini Sordi e Sordociechi Onlus (CABSS) e noto hotelier romano, il quale si è distinto nella categoria "HotelHospitality". "Il mio obiettivo nella vita è sempre stato la costante ricerca della perfezione", questa la dichiarazione di Roberto Wirth, da anni molto attivo anche nell'ambito della sordità e della sordocecità sia in Italia che all'estero. In Italia, in particolare, ha fondato CABSS al fine di offrire professionisti specializzati e programmi che favoriscano un adeguato sviluppo cognitivo, affettivo-emotivo, sociale, linguistico e comunicativo dei bambini sordi e sordociechi, permettendo loro il raggiungimento di un'ottimale qualità della vita.

Mostrandosi davanti al mondo carico della sua stessa disabilitò Giovanni Paolo IIdisse: “le persone disabili svelano la radicale fragilità della condizione umana”.  E aggiunse tra l’altro: “riconoscendo e promovendo la loro dignità e i loro diritti, noi riconosciamo e promoviamo la dignità e i diritti nostri, di ciascuno di noi”.

La fragilità è costitutiva della natura umana. Tutti portiamo il fardello di limiti e inadeguatezze; tutti però portiamo anche la responsabilità di liberare noi stessi e gli altri dagli ostacoli che “impediscono il pieno sviluppo della persona umana” (art. 3 della Costituzione) e “la piena ed effettiva partecipazione alla società su base di uguaglianza” (Convenzione ONU).
E’ all’esercizio di questa responsabilità, alla sua qualità e alla sua ampiezza, che è legata la speranza di una società migliore per tutti.

Responsabilità di cui tutti abbiamo il dovere di sentirci chiamati.


Fonte: http://it.wikipedia.org/wiki/Giornata_mondiale_del_sordo#Eventi


 

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